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In Italia sempre più imprese scelgono il cloud

In Italia sempre più imprese scelgono il cloud

Ormai è innegabile, il cloud rappresenta il futuro delle imprese in Italia. Un fenomeno in forte crescita, che anno dopo anno non accenna a placarsi e che coinvolge ogni cittadino nello svolgimento delle proprie attività quotidiane. Dal mondo lavorativo a quello dello svago, sempre più imprese in Italia scelgono di usufruire di servizi in cloud.

L’utilizzo del cloud computing rappresenta una vera e propria svolta dell’epoca digitale permettendo, anche senza conoscenze informatiche sviluppate, di salvare e avere a diposizione un numero potenzialmente infinito di dati in qualsiasi istante e in qualsiasi luogo.

Si tratta di un sistema di servizi di archiviazione, elaborazione e trasmissione di dati erogati tramite connessione internet, che acquista sempre più attrattività per le imprese italiane e che ha consentito ai cittadini italiani di continuare a lavorare e ad usufruire di servizi pubblici essenziali, come l’istruzione, anche durante il periodo di pandemia.

Un mercato in forte crescita

L’esponenziale diffusione dell’uso della “nuvola” nello stivale è ampiamente dimostrata dai numeri riguardanti il 2020. Secondo i risultati della Ricerca 2020 effettuata dall’Osservatorio Cloud Transformation, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, il mercato cloud italiano vale ben 3,35 miliardi di euro, in crescita del +21% rispetto al 2019 (2,77 miliardi di euro).

Sono numeri elevati che fotografano la crescente consapevolezza degli imprenditori italiani rispetto ai vantaggi che comporta l’uso del cloud, ma che riflettono anche la situazione pandemica che ha caratterizzato il 2020. In questo anno, la grande maggioranza della attività quotidiane della popolazione italiana è stata infatti fortemente condizionata dalle misure adottate dal Governo per contenere la diffusione del COVID-19. Quadro che ha costretto gli imprenditori italiani ad adattarsi per continuare ad essere operativi anche in fase emergenziale.

Non è un caso che a crescere è stata soprattutto la componente Saas (Software as a service) con una spesa totale di oltre 1 miliardo di euro (+46% rispetto al 2019). Si tratta di servizi di cloud computing che mettono a disposizione delle aziende applicazioni web tramite internet, pagate non per il possesso ma per il loro utilizzo. Applicazioni che, in tempi di distanziamento sociale, hanno consentito a moltissime aziende di continuare ad operare tramite l’uso di gestionali (CRM), di app di videoconferenze, di chat professionali e di app di condivisione di documenti.

Perché le imprese in Italia scelgono il cloud computing

I motivi che spingono gli imprenditori italiani ad usare sempre più servizi in cloud sono numerosi, ma tra questi, come spesso avviene, le motivazioni economiche fanno da padrone. Il primo dei vantaggi da segnalare nell’uso dei servizi cloud è infatti l’abbattimento dei costi relativi all’acquisto, alla configurazione, all’installazione e alla manutenzione di software e hardware dedicati. Inoltre l’uso del cloud per il salvataggio dei dati garantisce una sicurezza maggiore rispetto a quello interno all’azienda. Utilizzando il cloud, i dati salvati rimangono costantemente raggiungibili.

La caratteristica principale del cloud computing è quella di permettere a chiunque, in qualsiasi luogo e da qualsiasi dispositivo connesso ad internet, di accedere ai dati salvati. Ciò ha permesso ai lavoratori di proseguire la loro attività anche in periodo di pandemia, pur trovandosi in posti lontani tra loro, sfruttando servizi molto performanti. Queste soluzioni sono infatti in grado di sfruttare grandi quantità di risorse di calcolo in pochi minuti, offrendo una potenza e una velocità eccezionali.

Uno dei vantaggi del cloud più amati dalle imprese in Italia è quello della flessibilità d’uso. Scegliendo soluzioni in cloud le imprese possono scalare le risorse a loro disposizione, aumentandole o diminuendole rapidamente a seconda delle loro esigenze. Inoltre, utilizzando solo le risorse di cui necessitano realmente, le aziende hanno la possibilità di sfruttare solamente l’energia davvero utile alla loro attività, optando quindi per una scelta ecologicamente sostenibile.

Il ruolo del cloud nell’Italia post-pandemica

Come detto, seppur il suo utilizzo in Italia era già in aumento, con l’emergenza sanitaria il cloud computing ha subito un’accelerata non indifferente. L’Osservatorio Cloud Transformation segnala infatti una crescita stabile fino al 2019 (+30% circa), che è andata impennandosi nel 2020 (+42%).

È innegabile l’influenza della situazione pandemica dello stivale nella crescita di questi dati, complice la fiducia che molte PMI italiane, tra cui alcune inizialmente scettiche, hanno riposto nel cloud computing per mantenere le aziende attive. Il Cloud ha permesso a molte imprese di trovare soluzioni adatte allo smart working forzato del 2020, velocizzando la digitalizzazione dei processi e delle collaborazioni lavorative. Ma si è trattato solo di una forma di reazione (quasi) obbligatoria all’emergenza sanitaria in Italia, o l’utilizzo del cloud da parte delle imprese rappresenta un trend che si riconfermerà quando la pandemia sarà definitivamente alle nostre spalle?

Il cambio di passo nel lungo percorso della transizione digitale in Italia è evidente, la vera sfida ora sarà continuare verso la rotta della digitalizzazione dello Stato e delle imprese italiane, riconfermando e migliorando i numeri straordinari della forzata digitalizzazione del 2020. Dobbiamo guardare al futuro inserendo l’esperienza acquisita nell’utilizzo del cloud in una visione a medio-lungo termine, che ci consenta di sfruttare le grandi capacità delle nuove tecnologie digitali in completa sicurezza. Non è un caso che anche lo Stato italiano abbia deciso di affidare la sicurezza dei servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione al cloud computing, creando un polo strategico nazionale che permetta la conservazione sicura delle applicazioni della PA e dei dati dei cittadini italiani.