Il prezzo del dominio .com, il più utilizzato al mondo, è rimasto stabile a $7.85 dal 2012, ma stando alle notizie degli ultimi giorni questa cifra potrebbe addirittura raddoppiarsi entro i prossimi 10 anni, arrivando a circa $13.50.

È bene chiarire che quello a cui facciamo riferimento è il prezzo base del .com, non quello che vede il cliente finale, a cui il registrar di riferimento può aggiungere un certo margine di guadagno.

Il motivo del possibile aumento risiede in un accordo tra Verisign, società che detiene il registro di tutti domini .com, e il Dipartimento del Commercio statunitense, per rimuovere la clausola del prezzo massimo ad ora esistente. Verisign in realtà ha raggiunto l’accordo con il governo già nel 2018, ma se ne sta parlando ora perché ICANN, l’ente internazionale che gestisce IP e domini, sarebbe sul punto di dare la sua approvazione finale.

Tutto ciò porterebbe ad un incremento del 7% annuo per i domini .com tra il 2020 e il 2023, per poi affrontare una pausa di due anni e ripartire dal 2026 al 2029, arrivando al raddoppio sopracitato.

dominio web .com

Sebbene tutto sembri andare inevitabilmente in questa direzione, specifichiamo che al momento non è stato ancora confermato nulla in via ufficiale: nei giorni scorsi ICANN ha dovuto anche raccogliere obbligatoriamente i feedback della community ed entro marzo sapremo in via definitiva se l’accordo con Verisign sarà approvato così com’è, con alcune modifiche o invece (anche se improbabile) rigettato. Se hai un dominio .com presso Netsons cercheremo di tutelarti il più possibile, avvisandoti tempestivamente in caso di aumenti.

Secondo il governo statunitense, l’aumento dei prezzi sarebbe giustificato dai nTLD (new top-level domains: ad esempio i vari .cafe, .studio e così via) e “l’uso dei social media” che avrebbero reso il mercato dei domini “più dinamico”. Fatto sta che attualmente il .com rappresenta almeno il 40% di tutti i nomi di dominio registrati e che un simile cambiamento avrebbe un impatto importante sul web nel corso dei prossimi anni.

Fonti: The Verge, Namecheap


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